Insegnare o educare

Questa mattina ho avuto uno dei sempre piacevoli scambi di idee al telefono con una carissima amica e collega.

Abbiamo cercato di analizzare le varie metodiche che vanno per la maggiore nel nostro ambito lavorativo e, facendo un percorso a ritroso nel tempo, ci è sembrato di capire che tutti i “Maestri” con la maiuscola hanno incontrato difficoltà sovrapponibili.

Dopo tanti anni di studio, di pratica, di esperienze più o meno positive, di errori, si inizia a delineare una strada, cerchi di seguirla ma a volte la traccia non è così ben definita che la perdi per ritrovarla più avanti, poi affini la percezione e la strada sembra diventare più definita, quindi impari a riconoscerla ad ogni incrocio.

Ma prima di arrivare ad affinare questa percezione devi stare sul campo ed affrontare le delusioni tutti i giorni, occorre impegnarsi per comprendere, studiare, praticare, e studiare ancora. Affrontare con gratitudine la convivenza con chi è molto più avanti di te, una sorta di frustrazione positiva che ti stimola a crescere e che ti permette di comprendere giorno per giorno la complessità delle cose.

Ad un certo punto ti rendi conto di quanto questa strada sia bella, affascinante, a volte impegnativa, ma sempre gratificante, e allora non ti importa nulla se la direzione e la destinazione che avevi pensato quando hai iniziato a percorrerla adesso sono molto diverse, anzi, ora comprendi che il tuo obiettivo iniziale non era quello che hai sempre veramente desiderato nel tuo profondo, e che la tua parte più vera vuole proprio questa destinazione in cui la strada intrapresa ti sta portando.

Ti fermi a pensare, ma adesso hai le idee più chiare su cosa vuoi, inoltre sei leggero perchè le forze vanno tutte in una unica direzione senza contrastarsi tra loro, non ti sei accorto di quanto tempo è passato, ma una mattina di fronte allo specchio la tua barba è grigia, ti rendi conto che non avrai il tempo per fare tutte le cose che avevi messo in pentola, non importa, sai di aver raggiunto un traguardo difficile ed importante.

Adesso devi cercare di dare la tua esperienza a coloro che hanno più tempo davanti a se, ma sai che non sarà un’impresa facile, chi riuscirà a percepire, a distinguere l’insegnante dall’educatore. L’etimologia della parola è importante, insegnare è come imprimere, lasciare un segno che prima non c’era, educare è come portare fuori, far venire alla luce ciò che è nascosto.

È chiaro che sono due componenti essenziali della crescita culturale di ogni persona, ma tra coloro che riusciranno a percepire profondamente il significato del percorrere la strada meno evidente, ci saranno quelli che porteranno avanti le mie esperienze, per questo io non finirò……….

La mia responsabilità adesso è quella di saper individuare nel gruppo coloro che vorranno entrare in risonanza, coloro che comprendono l’importanza del poco alla volta con impegno, quelli che sapranno “stare a bottega” come facevano i vecchi “Mastri ferrai, bottai, ebanisti”, come faceva il contadino che dalla terra sapeva trarre la vita rispettandola.

 

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