L’utilizzo del bastoncino, nel metodo 2P/B, attiva la risultante vettoriale maggiore nella spinta anteriore, pur mantenendo una parte minoritaria nella funzione di sostegno. L’utilizzo dell’attrezzo in funzione di una spinta propulsiva dell’arto superiore, che si integra con quella dell’arto inferiore in una dinamica di controlateralità, permette l’attivazione di moltissime strutture corporee muscolo-scheletriche che non potrebbero essere attivate diversamente durante il cammino, non ultima l’attivazione della memoria ancestrale.

  1. Il bastoncino deve mantenere sempre la sua inclinazione dall’inizio alla fine del gesto di spinta senza mai variare il suo angolo con il suolo, i bastoncini  devono essere sempre paralleli tra di loro, mantenendo sempre una medesima inclinazione. 
  2. Per ottenere il mantenimento della corretta inclinazione ed il parallelismo tra i due bastoncini occorre una buona coordinazione oculo-mano-podalica ( fase C) che dovrà essere ripresa e migliorata. 
  3. La mano per spingere deve essere ben aperta ed il palmo rivolto verso la posteriorità già dal primo momento della fase di spinta (pronazione avambraccio), altrettanto il gomito deve essere disteso e stabilizzato già dall’inizio della spinta. 
  4. Nella fase finale della spinta l’arto superiore deve essere coadiuvato da una sincrona adduzione ed abbassamento della scapola. 
  5. Il trapezio superiore, il gran dentato ed il piccolo pettorale devono essere rilassati per permettere alla scapola il suo corretto movimento. 

 

Da anni utilizziamo i bastoncini di un’azienda con cui abbiamo collaborato allo studio per l’ergonomia degli attuali passamano e manopole, il bastoncino deve avere delle caratteristiche di resistenza al carico, di leggerezza, di bilanciamento, abbinate all’ergonomia ottimale per una buona esecuzione del gesto.