Il Benessere WIB

In questa pagina in aggiornamento continuo cercheremo di spiegare attraverso una sequenza di articoli i principi su cui si basa il concetto di benessere di Walk in Balance.

         Andrew Taylor Still

 “Il movimento è vita”, la citazione con cui il Dott. Andrew Taylor Still ha voluto sintetizzare gli studi e le esperienze compiute negli anni.

Ma nella grande esperienza che Still ha voluto lasciare all’Osteopatia, di cui a ragione egli è stato riconosciuto come il padre, occorre prendere in considerazione un altro aspetto fondamentale, la valutazione della qualità del movimento come elemento fondamentale della qualità della vita.

Attraverso la continua ricerca il Dott. Still riuscì a correlare come una diminuzione  della quantità e della qualità del movimento, sia a livello globale che distrettuale, possano essere determinanti nel condizionare la salute della persona.

Ritengo che il periodo storico tra la metà dell’800 e i primi del ‘900, in cui sono vissuti personaggi quali il Dott. Andrew Taylor Still, la Dott.ssa Ida Pauline Rolf, il Sig. Joseph Pilates, la Terapista Françoise Mézières, il Dott. Moshe Feldenkrais, ma anche lo stesso Dott. Sigismund Schlomo Freud, noto come Sigmund Freud, sia un periodo ricco di menti che hanno dato una svolta al modo di intendere la salute umana.

Ritornando all’argomento cardine di questa introduzione, e cioè il movimento e la qualità del movimento, Walk in Balance cerca di fornire al praticante una serie di esperienze utili a migliorare la qualità della vita.

Alcuni anni fa, quando abbiamo proposto il metodo 2P/B spiegandone gli aspetti biomeccanici, ma anche quelli metabolici, alcuni cultori del fitness non hanno approvato la “somministrazione omeopatica” del movimento, additando il metodo come incapace di dare uno stimolo sufficiente per un miglioramento della qualità della vita del praticante.

 

 

 

      Françoise Mézières                                 Moshe Feldenkrais                          Ida Pauline Rolf                       Joseph Pilates

 

 

Mi preme riportare di seguito parte di un articolo apparso su Today:

Eccedere con l’allenamento fisico causerebbe danni all’organismo, diminuendo gli anni di sopravvivenza proprio come chi tende alla sedentarietà

I cultori dello sport e della cura estrema della forma fisica hanno ben poco da star sereni, viste le ultime scoperte in materia: come in tutte le faccende, ‘il troppo storpia’ e i ricercatori del Cardiovascular Research Institute presso l’Health Network Lehigh Valley, in Pennsylvania, confermano come il detto valga anche per coloro che si allenano tutti i giorni in quantità eccessiva. 

Gli studiosi hanno tenuto sotto osservazione 3.800 corridori di entrambi i sessi di un’età media di 46 anni. Di essi, quasi il 70% correva più di 20 chilometri alla settimana e, oltre ai chilometri corsi, si sono prese in considerazione altre variabili, quali pressione, colesterolo alto, fumo e assunzione di farmaci.

Ebbene, al netto di questi valori, la conclusione è stata che un eccesso di attività fisica è correlato ad una riduzione della speranza di vita: le persone che vivono più a lungo, infatti, sarebbero quelle che svolgono attività fisica  moderata per due o tre ore a settimana, mentre l’aspettativa di una lunga esistenza si ridurrebbe quando si esagera, esattamente come quando si tende alla sedentarietà.

Il coordinatore della ricerca, il dottor Martin Matsumura, avverte che il suo risultato non deve assolutamente suggerire che fare attività fisica faccia male, anzi, al contrario, bisogna allenarsi, ma compatibilmente alla capacità del proprio fisico. Il dottore ha ammesso che “ancora non conosciamo la quantità di corsa ottimale per salute e longevità” e il suo collega James O’Keefe ha ipotizzato che la relazione tra eccesso di sport e riduzione della speranza di vita sia probabilmente riconducibile ad una sorta di usura dell’organismo causato dallo stress fisico.

 

Poco più di un anno fa, in occasione di uno stage, questa divergenza di idee tra chi pretestuosamente voleva distorcere il nostro lavoro di anni a favore dell’inserimento di metodiche di allenamento pseudosportive all’interno del metodo 2P/B, e la nostra volontà di preservare il meticoloso lavoro svolto nell’arco di oltre 20 anni, ci ha costretto a distaccarci da queste persone e a dare vita a quella che oggi è la WIB.

Sono molte le ricerche medico-scientifiche che ci danno ragione, ma soprattutto ritengo importante far comprendere come il movimento “lento lungo” posturalmente corretto, debba inserirsi nel proprio stile di vita.

Infatti non si può pretendere che una persona abituata ad una vita modernamente sedentaria possa improvvisamente allenarsi secondo i principi dell’interval-training, o i protocolli musicali del Dott. Tabata, perchè se questo da un lato può dare dei risultati veloci in termini di perdita di peso, una valutazione più attenta ci orienta verso l’eccessiva produzione di radicali liberi, che quel corpo non sarà in grado di eliminare e che pagherà più tardi in termini di invecchiamento dei tessuti.

La peculiarità del metodo 2P/B, oltre agli aspetti riguardanti l’area emozionale con la PNECI e quelli  posturali-biomeccanici, sta nel proporre un’espressione metabolica che veda nell’arco della settimana tre sedute con una somministrazione di bassa intensità ad ampio volume al fine di ottimizzare i metabolismi di liberazione di energia.

Come spiegano alcuni autori, spesso le persone sedentarie che si accingono a modificare il proprio stile di vita inserendo l’attività motoria ai fini salutistici, concentrano tutta la loro attività fisica in quei momenti di allenamento, senza abituarsi a condurre una vita sana.

Al contrario, con Walk in Balance, proponiamo di approcciarsi in forma globale al movimento moderato, rendendo l’attività motoria parte integrante della propria vita, al punto da preferire salire le scale piuttosto che prendere l’ascensore e muoversi per la città camminando piuttosto che con l’automobile.

 

L’Altra faccia della medaglia    

Che la sedentarietà faccia male ce lo hanno detto tutti e in tutte le salse, ma qualcuno dice che la pigrizia non è un difetto, bensì è l’abitudine di riposarsi prima di essere stanchi,  ed ha stilato anche una serie di regole

Le dieci leggi della pigrizia

  1. Si nasce stanchi e si vive per riposare
  2. Ama il tuo letto come te stesso
  3. Riposa il giorno per dormire la notte
  4. Il lavoro è fatica, non iniziare
  5. Non fare oggi quello che puoi fare domani
  6. Se vedi qualcuno riposare aiutalo
  7. Quando ti viene voglia di lavorare siediti e aspetta che ti passi
  8. Fai lo stretto necessario e il resto fallo fare a qualcun altro
  9. Di troppo riposo non è mai morto nessuno
  10. 10. Il lavoro nuoce gravemente alla salute

Dormire troppo fa male: i rischi per la salute 

 

Le troppe ore di sonno sicuramente non fanno benissimo, perché interferiscono troppo sui ritmi circadiani. Non danno tempo al corpo di fare sufficiente movimento nel corso della giornata, i pasti  potrebbero essere troppo ravvicinati e la digestione molto rallentata. Inoltre, secondo molti esperti chi dorme a lungo, magari andando a letto  tardi e alzandosi per l’ora di pranzo, tende anche a seguire una dieta poco equilibrata.

Al troppo dormire di solito si associa la carenza di movimento e quindi un rapporto tra massa cellulare attiva (massa magra) e massa grassa sfavorevole alla salute.

Quindi dormire troppo, proprio come dormire troppo poco, non fa certo bene alla nostra salute. Quando si parla di riposo, bisogna fare in modo che le ore di sonno necessarie a ritemprare il corpo dalle fatiche della veglia siano sufficienti ma non pecchino dell’eccesso proprio degli indolenti.

Come al solito la virtù sta nel mezzo, quindi il giusto equilibrio, per una persona adulta sono le canoniche otto ore di sonno, più che sufficienti a ritemprare il corpo. Dormire meno di 6 ore, ma anche dormire di più di 8, potrebbe causare una serie di problemi, come hanno dimostrato recenti studi scientifici.

Sembra che il disturbo del troppo dormire ( ipersonnia ) colpisca il 5% della popolazione tra i 15 ed i 30 anni di età  e che, oltre alle moltissime ore di riposo notturno, si manifesti anche con sonnolenza giornaliera, forte bisogno di dormire, volontà di rimanere a letto tutto il giorno, fatica di svegliarsi al mattino, oltre che episodi di sonno diurno, praticamente ogni giorno.

Le persone colpite da oversleeping di solito dormono dalle 8 alle 12 ore, si addormentano facilmente e velocemente e al mattino sono irritabili e confusi, possono provare ansia, malessere generale, problemi di memoria, apnea ostruttiva del sonno.

Dormire troppo può causare difficoltà a concentrarsi, difficoltà nei rapporti lavorativi e sociali, comportamenti automatici che il soggetto non ricorda, calo della memoria e dell’attenzione.

Molte le malattie collegate all’oversleeping: Depressione, Rallentamento delle funzioni cerebrali, Difficoltà nei rapporti lavorativi e sociali, Sterilità, Diabete, Incremento della massa grassa, Mal di testa, Mal di schiena, Danni cardiaci e malattie del cuore, Morte precoce.

A chi soffre di ipersonnia è consigliato di rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta, che saprà individuare sicuramente la causa e apportare le cure migliori.

Da parte nostra possiamo consigliare a queste persone di iniziare a camminare cercando di seguire questi semplici principi:

Cammino per respirare aria fresca

Cammino per godere del panorama

Cammino per evitare l’ordinario

Cammino per il piacere di muovermi.