La postura

Parlare di postura è sicuramente molto più impegnativo di quanto si possa pensare, sono stati scritti numerosi libri ed articoli e vengono tenuti numerosissimi corsi di educazione posturale.

Definire la postura è già un’impresa estremamente impegnativa, per cui se non siamo in grado di definire correttamente in maniera esaustiva il significato di questo termine sarà ancora più arduo proporre un programma finalizzato alla educazione posturale.

Vediamo di seguito alcune definizioni:

Dal dizionario di Medicina della Treccani:

postura L’atteggiamento abituale di una persona, determinato dalla contrazione di gruppi di muscoli scheletrici che si oppongono alla gravità e dal modo con il quale l’individuo comunica con l’ambiente esterno. La postura è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale.

Fisiologia. L’attività posturale di un muscolo è dipendente dal suo tono ed è regolata, oltre che da centri superiori del sistema nervoso, anche dal midollo spinale. Riflessi di postura sono particolari riflessi, il cui scopo è di assicurare la statica di ciascuno dei segmenti del corpo (riflessi di postura locali), e del corpo nel suo complesso (riflessi di atteggiamento). Mentre i primi hanno come punto di partenza gli apparati di ricezione sensitiva posti nelle articolazioni e nei muscoli, i secondi hanno origine in sensazioni spaziali più generali. Il riflesso tonico di postura consiste nella contrazione involontaria che si stabilisce quando il segmento di un arto è portato passivamente in una data posizione. L’engramma motorio rappresenta l’insieme delle esperienze motorie memorizzate dall’individuo, ed è un condizionamento per la sua postura.

Patologia. Molti sono i rapporti tra alterazioni del la postura e determinate patologie dolorose: var i re cettori del corpo, se squilibrati, possono causare posizioni corporee scorrette e dolori; patologie di altri apparati corporei lontani dal distretto in disfunzione possono attivare recettori posturali: i più importanti sono situati nella pelle, nell’occhio, nell’orecchio e nel vestibolo, nel piede, in alcune cicatrici, e nella mandibola; possono intervenire anche vari fattori emotivi e psicologici. Da questi partono riflessi che, se perpetuati nel tempo e consolidati nell’engramma dell’individuo, provocano errori posturali che, con il passare del tempo, sono in grado di causare prima disagi e poi patologie: sovraccarichi con conseguente degenerazione articolare (artrosi, meniscopatie ecc.), irrigidimenti e degenerazioni dei tessuti elastici (tendinopatie, miopatie ecc.), intrappolamento dei nervi, disturbi digestivi, cattiva circolazione, problemi di equilibrio, disagi psichici. Grande sviluppo ha avuto, dagli ultimi anni del 20° sec., lo studio delle alterazioni di postura correlate alle patologie dentarie e specialmente a quelle dell’occlusione delle due arcare mandibolari: dolori al rachide, mialgie diffuse, cefalea possono essere sintomi di arcate che non combaciano perfettamente ed entrano in conflitto con l’articolazione temporo-mandibolare, così i gruppi muscolari dell’apparato masticatorio si trovano in una condizione di squilibrio e si può avere una p. scorretta, che a lungo andare squilibra anche i muscoli antigravitari (quelli cioè che si oppongono alla forza di gravità impedendo al corpo di cadere).

Dal sito di Mypersonaltrainer :

………. E’ comune che il sistema posturale, direttamente legato (come da definizione) alla singola ed individuale storia di ognuno di noi, con il passare del tempo vada incontro a modificazioni e problematiche. In un primo momento, il “sistema” cercherà di compensare in qualche modo (spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici, vizi di appoggio plantare, testa inclinata etc.) fino a quando ne avrà la possibilità.

In un secondo momento, invece, quando le capacità compensatorie dell’organismo si interromperanno, compariranno le prime avvisaglie patologiche.

Questo sistema, infastidito dai vari compensi, quindi, vedrà insorgere tutte le problematiche più comuni (cefalee, cervicalgie, nevralgie, difetti di masticazione e dell’occlusione dentale, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, dolori alle spalle, alle braccia, alle anche, alle ginocchia, alle caviglie) ma anche disturbi meno noti (difficoltà di guidare la notte o di concentrazione nella lettura, maldestrezza, click mandibolari etc.): tutte patologie che complicano e condizionano notevolmente la vita quotidiana e, di conseguenza, la nostra psiche.

Per prevenire l’insorgenza delle problematiche patologiche correlate ad atteggiamenti compensatori è importante acquisire le giuste informazioni riguardo il modo attraverso il quale ciascuno di noi dovrebbe stare in piedi o muoversi durante le attività quotidiane, riguardo cioè la postura corretta, statica e dinamica.

Questa è ergonomia (dal greco érgon, che significa lavoro, e némein, che significa amministrare, governare), l’insieme, cioè, delle tecniche migliori per eseguire le attività quotidiane con un minor dispendio energetico e con una distribuzione ottimale del carico di lavoro.

L’Ing. Roberto Albanesi nel suo sito scrive:

……..Come si vede, non è poi facilissimo dare una definizione di posturologia sulla quale tutti possano convergere.

………..Più interessante è cercare di capire se gli interventi sulla postura possono o no, essere di una certa utilità da un punto di vista salutistico o comunque di qualità della vita.

Di seguito in una parte del suo articolo riassume quali siano gli interventi utili, orientando l’attenzione prevalentemente verso i bambini ed i ragazzi.

Nel sito del Dott. Igor Vitale si può leggere :

…………………. sono state condotte poche ricerche sulla relazione tra postura e personalità, tuttavia è indubbio che il modo di camminare, di stare in piedi o sedersi, di cambiare posizione in presenza di altri, denota il grado di autostima della persona, l’estroversione o l’introversione, la fiducia che una persona ha in se stessa, o anche gli stili di comportamento espressivi dei ruoli vissuti; un uomo per esempio può adottare una postura eccentrica e rilassata per far vedere che è un intellettuale (Ricci Bitti, Cortesi, 1997).

Mehrabian (1972) ha trovato che il significato di postura si delinea lungo le dimensioni di dominanza-sottomissione e rilassamento-tensione. Egli rilevò che uno dei modi attraverso cui la postura comunica dominanza è la rilassatezza: posizioni asimmetriche delle braccia, inclinazione laterale, rilassamento della mano, inclinazione all’indietro indicano uno stile posturale rilassato utilizzato in presenza di altre persone di ceto sociale più basso. All’opposto, in situazioni di subordinazione, a contatto con persone di status superiore, si tende ad assumere una posizione più tesa e rigida, quindi “sottomessa”.

In altre situazioni, invece, una postura rigida, eretta esprimerebbe dominanza, così come sguardo e capo abbassati indicherebbero sottomissione; questo specificherebbe ancor di più la relatività del nesso significante-significato, la cui comprensione è possibile soltanto rapportandola al contesto interattivo (Bonaiuto e Maricchiolo, 2003). La postura è stata anche studiata da Ekman e Friesen (1969) in relazione allo stato emotivo: mentre l’espressione del volto trasmetterebbe il tipo di emozione provata, la postura sarebbe indicativa dell’intensità emotiva esperita.

Nel sito Ginnastica posturale possiamo leggere :

……………. Il significato postura ideale varia in base alla scuola, al metodo e all’approccio utilizzato per analizzarla. Generalmente esistono due principali correnti di pensiero:

•secondo alcuni studiosi è necessario possedere una postura che mantenga allineate tra loro le due emiparti del corpo, rappresentate da occhi, spalle, bacino, ginocchia e caviglie;

•secondo altri studiosi invece è necessario possedere dei meccanismi posturali che permettano all’individuo di effettuare efficacemente il movimento senza dolore e con una ottimale ergonomia del gesto, con conseguente riduzione della spesa energetica, rispettando così le leggi di confort ed economia.

Secondo il nostro punto di vista, debbono essere tenute in considerazione entrambe le filosofie di pensiero, poiché se da una parte è necessario mantenere allineato il corpo per evitare squilibri posturali, d’altra parte non favorire lo sviluppo di alcune catene cinetiche a discapito di altre (ricordiamo come infatti una postura del tutto simmetrica non può esistere già dal semplice fatto che l’essere umano è destrorso o sinistrorso) può comportare una riduzione della completa funzionalità dell’organismo.

Per ragioni di ordine ergonomico/funzionale, sarà dunque necessario mettere in condizione l’organismo di funzionare in base ai gesti richiesti senza sovraccaricare le strutture che la compongono, consentendo una efficace ergonomia e ricercando contemporaneamente un giusto e più equilibrato assetto corporeo per non favorire, anche in questo caso, uno squilibrio tra le catene cinetiche.

Il Dott. Francesco Marcelli nel suo sito scrive:

……….. La postura comunica, esprime il nostro pensare, è azione del pensiero. Studiare la postura significa osservarla; la posturologia è una scienza d’osservazione.

………….  La postura è molto di più della risultante di complessi meccanismi neurofisiologici e biomeccanici, è l’espressione del proprio modo di gestire le emozioni ed i propri rapporti interpersonali: la postura è il modo di stare nel mondo, affrontare il mondo, vivere nella realtà. Essa è strettamente legata alla vita emotiva fino ad esserne l’espressione stessa per il mondo esterno, non solo attraverso la mimica facciale e la gestualità, ma anche attraverso la disposizione corporea nel suo insieme.

…………… Le emozioni negative a cui la vita sottopone gli esseri umani, se non correttamente elaborate, spesso vanno ad annidarsi nei muscoli, modificando la postura, riducendo anche la capacità di respirare con armonia. La respirazione è un’attività sia volontaria che involontaria: il che significa che i centri della respirazione sono collocati sia nella corteccia cerebrale (parte che si riferisce all’atto volontario) che nel cervello più profondo (azione involontaria).

Il controllo della respirazione viene utilizzato in molti metodi di trattamento degli stati di ansia e delle distonie tonico-posturali ad essa collegate. Imparare a respirare in un certo modo, significa essere in grado di cambiare ritmo e profondità della respirazione con il coinvolgimento del diaframma, muscolo implicato nel mantenimento di un atteggiamento posturale corretto.

Bene ho utilizzato alcuni brani ripresi da esperti autorevoli perchè vorrei stimolare i miei colleghi ed altri professionisti a scrivere articoli interessanti esprimendo il loro punto di vista e cercando di approfondire questo complesso argomento. Per i professionisti che desiderano inviare degli articoli su questo argomento occorre andare sulla  pagina “News” riempire il box con i dati richiesti, inserire il file di testo in formato pdf eventualmente corredato da immagini rispettando le regole richieste.

 

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